|
| Trova il Miglior Mutuo consultando la nostra guida. |
tassi variabile e fisso e relativi benchmark
Dicembre 2011: i tassi sui mutui casa sono in crescita al 3,83% dal precedente 3,7%, il confronto è più marcato se si fa con Dicembre 2010 quando i tassi erano al 2,97%; quello che da tutti viene definito il "rischio italia" si sta abbattendo anche sulle rate dei mutui. Molti analisti attribuiscono questo aumento continuo al concomitante aumento di richieste di mutui a tasso fisso che notoriamente hanno un tasso più alto rispetto ai fissi. La domanda complessiva di mutui è crollata con un -41% che su base annua diventa un -11%. Le banche che concedono mutui lo fanno per importi limitati e con percentuali, rispetto al costo, sono nettamente inferiori rispetto al passato, vanno a coprire cioè sono una piccola fetta del prezzo della casa.
Novembre 2011: il ritocco al ribasso di Draghi del costo del denaro di 25 punti base il primo giorno del suo insediamento alla presidenza della Bce ha dato ossigeno al mercato dei mutui casa, in particolare avranno un beneficio immediato i mutui a tasso variabile (quasi mai preferiti dagli italiani che puntano sulla stabilità del tasso fisso); per un mutuo di 100000 euro a 20 anni la rata scenderà di 150 euro annui
Gennaio 2011: i mutui a tasso fisso fanno riferimento, per il computo del tasso di interesse applicato, all'indice di riferimento Euribor a 3 mesi (questo riferimento prende il nome di benchmark del tasso variabile), se tale indice sale aumenta in proporzione il tasso variabile applicato e viceversa se decresce; i mutui a tasso fisso hanno un benchmark diverso: l'IRS alle rispettive scadenze (5, 10, 15, 20, 30 anni pari alla durata del mutuo). Il questo periodo il differenziale trai e benchmarch si sta acuendo, significa cha differenza tra i tassi applicati ai mutui variabili e fissi sono molto diversi (la cd forbice si allarga), attualmente
l'Euribor a 3 mesi è di 1,066%, l'IRS o tasso lettera a 5 anni è al 2,774%, a 10 anni è al 3,436%, a 20 anni è al 3,836% mentre a 30 anni è al 3,675%.
Il differenziale tra i due tassi prendendo l'irs a 30 anni è del 2,6% circa; ricordiamo e ribadiamo che in questo periodo i tassi sono relativamente bassi, chi deve scegliere il tasso per il proprio mutuo può scegliere la soluzione variabile se ha un buon margine di entrate reddituali mensili che lo mette al riparo da un aumento dei tassi, in questa fase di tassi bassi si restituisce parecchio capitale, bastano un paio d'anni con i tassi bassi per poi essere è al riparo anche da un aumento repentino di quest'ultimi, restituendo molto capitale all'inizio ad un aumento del tasso di interesse la rata aumenterebbe di poco.
TROVA LA MIGLIORE OFFERTA TRA I PRODOTTI DI 40 BANCHE
| | |