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Considerazioni sui tassi praticati
Mi capita spesso di simulare un mutuo casa sui siti di varie banche e in questi giorni (articolo del 20/6/2007) ho notato che la differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile praticato è davvero minima, ciò mi ha fatto molto riflettere sull'opportunità è sulla correttezza della mia scelta di un tasso fisso circa 3 anni fà al 5.3%, con una differenza tra il fisso e il variabile di più di due punti percentuali.
I tassi sono aumentati e ciò ha lasciato quasi immutato il tasso fisso e ha innalzato il tasso variabile fino a comprimere la differenza a meno di un punto percentuale tra le due tipologie di tassi; cosa si può dedurre da ciò: si possono fare previsioni a medio lungo termine abbastanza esatte (visto che gli analisti delle banche sono molto attenti a non rimetterci sul costo del denaro quando erogano prestiti), il costo del denaro non aumentarà ancora per molto (non si arriverà ai valori americani) e le banche stanno spingendo i clienti (mantenendo il tasso fisso praticamente fermo) a scegliere il tasso fisso in previsione di un'inversione di tendenza del costo del denaro.
Sappiamo bene che col tasso variabile il rischio oscillazione è tutta a carico del cliente, col tasso fisso invece la situazione è delicata e le banche potrebbero rimetterci del denaro (e non poco visto le somme in gioco) se i tassi prendessero direzioni e varori inaspettati in fase di analisi previsionale.
Se dovessi scegliere oggi il tasso per un mutuo sceglierei decisamente un tasso variabile puro, potrei incorrere ancora in qualche aumento del costo del denaro, ma nel medio lungo termine andrei a risparmiare sicuramente sull'ammontare complessivo di interesse da restituire.
Novità dal decreto Bersani sui mutui
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