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Mutuo Tasso Fisso, sogni tranquilli.Formula in cui l'ammontare degli interessi viene determinata all'inizio e non varia più per tutta la durata del prestito.
Il tasso fisso costa di più rispetto ad un tasso variabile, il motivo è molto semplice: la banca erogatrice stabilisce in base ad una serie di criteri quale deve essere il tasso di interesse per tutta la durata del mutuo; è chiaro che la banca si deve mettere nelle condizioni di non dover mai perdere sul costo del denaro che essa stessa prende in prestito ed eroga ai clienti mutuatari. Il tasso fisso praticato aumenta con la durata di restituzione (5, 10, 15 aanie così via), il motivo è semplice: è più difficile prevedere a lungo termine il valore dei tassi e per questo motivi ci si difende tenendolo alto (in realta si valuta anche il l'indice Future sull'Eurbor).
Case History:
Per molti mutuatari (e anche nel mio caso) la scelta del tasso fisso ha rappresentato la sicurezza di sapere quanto pagare a fine mese e non avere sorprese dall'andamento del costo del denaro. durante la recente crisi finanziaria ed economica abbiamo assistito prima ad un rialzo dei tassi fino oltre il 6% e poi un calo repentino che ha portato a toccare minimi storici assoluti. In questo scenario chi aveva un mutuo a tasso fisso si è visto beffato in più di un'occasione: il Governo italiano è intervenuto a sostegno dei mutuatari a tasso variabile ponendo un tetto massimo al tasso praticato, in poche parole il richio connesso al risparmio iniziale dovuto ai tassi bassi è stato ridotto e con esso è stato conservato il beneficio del risparmio avuto sulle rate pagate in precedenza.
Nel mio caso alla stipula del mutuo (Maggio 2004) la rata col fisso era di circa 180€ più alta del variabile, ho come già ricordato optato per il fisso; i tassi nei 4 anni successivi come previsto sono aumentati (l'aumento del costo del denaro è stato attenuato riducendo gli spread bancari), il problema è sorto con la crisi finanziaria (fine 2008) che ha fatto tremare banche e Governi di mezzzo Mondo, gli interventi a sostegno del credito e dei mutuatari in difficoltà hanno superato ogni altro aspetto etico: per quale motivo dovrei aiutare un mutuatario a tasso variabile in difficoltà col pagamento delle rate che ha scelto volontariamente quel tasso per risparmiare assumendosi il richio connesso alla variabilità dei tassi? In questa situazione chi ci ha perso veramente sono stati i mutuatari a tasso fisso che avendo fatto una scelta saggia alla stipula, si sono visti negare quel vantaggio acquisito pagando di più mensilmente da politiche "sociali".
Notizia di Oggi - Gennaio 2009 - fonte MF: "conviene ancora il variabile, attorno al 2%, contro un fisso oltre il 5% e con previsioni di rialzo" - come interpretare questo dato in proiezione futura e sulla base di ciò che è successo nel recente passato?
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