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 IRS - Interest Rate Swap
Quando una banca concede ad un cliente un mutuo a tasso fisso (o un prestito personale di lunga durata) deve "coprirsi" da eventuali rischi di rialzo eccessivo dei tassi (in questo caso potrebbe rimetterci e non poco).
Normalmente i tassi fissi sono già concessi ad un valore più alto rispetto ai variabili per contenere tale rischio a monte, più si allunga la durata della restituzione più il tasso fisso aumenta (per l'imprevedibilità della lunga durata); per evitare brutte sorprese le banche fanno accordi con enti disposti ad accollarsi tale rischio (tali accordi sono detti swap), dal valore del tasso a cui si riescono a chiudere tali accordi banca - ente garante nascono gli interest rate swap (IRS).
Ricapitolando, la banca che vi concede il denaro in prestito compra denaro al tasso di riferimento (dato dalle banche centrali), tale tasso lo appesantisce della componente IRS (da destinare all'ente garante) nel caso di mutui a tasso fisso e aggiunge un proprio spread di guadagno.
Gennaio 2011: la bce nella seduta di oggi 13 Gennaio ha confermato i tassi all'1%, nonostante tale conferma non si frena il rialzo dell'eurobor e dell'irs (tasso lettera); ricordiamo che l'irs è utilizzato come riferimento dei mutui a tasso fisso, cambia al cambiare del numero di anni a cui fa riferimento: a 5 anni al 2,647%, a 10 anni è al 3,326%, a 20 anni è al 3,728%, a 30 anni è al 3,568%.
Tasso variabile= tasso di riferimento + spread bancario
Tasso fisso= tasso di riferimento + spread bancario + IRS della durata del mutuo (l'irs aumenta all'aumentare del tempo di restituzione).
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